DISTURBI ALIMENTARI

Nei paesi industrializzati i disturbi alimentali (DA) rappresentano una vera e propria emergenza sanitaria.

Nonostante esista ancora oggi in Italia una certa resistenza culturale ad applicare modelli terapeutici di approccio integrato, medico-nutrizionale e psicoterapeutico, non puo’ essere più a lungo ignorata l’esperienza trentennale internazionale che documenta come opportune strategie di prevenzione e di cura siano in grado ridurre il pesante impatto che ali sindromi hanno sulla salute delle persone e sulla spesa sanitaria.

Dati recenti sull’incidenza di questi disturbi  documentano una prevalenza dello 0,3% nella popolazione per l’Anoressia Nervosa, in aumento dagli anni ‘70,  dell’1% della Bulimia Nervosa (BN) nelle donne e dello 0,1% negli uomini. La prevalenza del Disturbo da Alimentazione Incontrollata è, invece, dell’1%.

L’età di esordio cade fra i 10 e i 30 anni, con un’età media di insorgenza di 17 anni, ma sono in aumento i casi con esordio in età più tardiva e le forme croniche (soggetti di età superiore ai 40 anni).

I DA sono strettamente legati alla cultura (culture-bound), come dimostra la loro assenza nei paesi più poveri come l’Asia, l’Africa e l’America latina e la rapida comparsa tra gli immigrati verso nazioni più ricche.

ANORESSIA NERVOSA (AN)

BULIMIA NERVOSA (BN)

DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE NON ALTRIMENTI PECIFICATI (DCA-NAS)

DISTURBO DELL’ALIMENTAZIONE INCONTROLLATA (DAI)